La Fiat 126 A

Il 9 novembre del 1972, nel salone di Torino, la Fiat presenta al grande pubblico la sua ultima nata la Fiat 126 insieme all'ultima versione della 500, la 500 R (rinnovata), con la quale condivide gran parte della meccanica, con l'impegnativo incarico di sostituire proprio quest'ultima ovvero l'auto che ha partecipato in maniera decisiva alla motorizzazione dell'Italia.

La FIAT 126 A al salone di TORINO - 9 novembre 1972

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Meccaniche a Confronto: Fiat 500 R - Fiat 126 A

 

 

 

 

 

Mantenendo l'impostazione e la meccanica di base della 500, gli ingegneri Fiat disegnano una carrozzeria più squadrata al passo con le mode degli anni '70. Da sottolineare sono le piccole doti riguardanti la sicurezza, difatti sulla 126 troviamo il circuito dei freni sdoppiato, il piantone dello sterzo segmentato con due snodi cardanici, lo specchietto interno costruito in modo da sganciarsi facilmente in caso di urto per non provocare danni ai passeggeri e la modifica più vistosa è lo spostamento del serbatoio della benzina sotto il sedile posteriore, al riparo da eventuali urti, lasciando un piccolo baule, con cofano del tipo a coperchio e con apertura controvento, a disposizione, il quale però continua a custodire la ruota di scorta.

 

Ecco il motore: è la copia quasi conforme di quello montato sulla fiat 500 R

 

 

A livello meccanico troviamo il solito bicilindrico, siglato 126 A 000, montato a sbalzo posteriormente raffreddato ad aria forzata con cilindrata aumentata a 594cc, grazie a cilindri con diametro di 73.5 mm, che con un nuovo albero a camme, il carburatore Weber 28 raggiunge 23 CV e permette, con un nuovo rapporto al ponte 8/39, di spingere la vetturetta fino a 105 Km/h.

Altre novità le troviamo nel cambio a quattro velocità con 2°, 3° e 4° provviste di sincronizzatori, i quali permettono di evitare le affascinanti doppiette (seppur impegnative per chi è alle prime armi); nelle ruote composte da cerchioni con canale di 4 pollici e pneumatici 135-12 radiali.

Come da tradizione Fiat è disponibile il tetto apribile in tela, questa volta non è più di serie, ma è diventato un accessorio fornito a richiesta, così come i vetri posteriori apribili a compasso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La prima serie viene prodotta fino al 1975, il 1° agosto 1975 si conclude la produzione della 500 R, da quel momento la Fiat 126 ha il compito di proseguire da sola la storia del bicilindrico ad aria.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Area interna Fiat 126 A (vedi foto)

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