-
Revisione ogni 4 anni dalla data del rilascio;
-
Esenzione dalla prova di analisi dei gas di scarico;
-
Possibilità di circolare in deroga ad eventuali limitazioni,
fatto salvo il caso di emergenze ambientali momentanee.
DIMOSTRAZIONE
Cosa
sono le Polveri Sottili - Ing. Gastone Novelli Direttore Generale
Arpa FVG
"Le
polveri sottili, indicate con la sigla PM (particulate matter), sono
costituite dalle particelle solide o liquide sospese nell' aria, che
formano una miscela molto complessa contenente migliaia di composti
chimici, anche sotto forma gassosa adsorbita sulla superficie delle
particelle"
Le
polveri sottili provengono principalmente dal traffico veicolare
(processi di combustione di benzina e gasolio,degrado pneumatici e
marmitte,abrasione dello asfalto, logorio freni, movimentazione del
materiale depositato al suolo), dai processi industriali, dagli
impianti di riscaldamento domestico, dagli impianti di combustione
in generale, specialmente se non dotati di dispositivi per la
depurazione dei fumi e dalle attivita' agricole e zootecniche.
Parte
delle polveri sottili sono poi di origine naturale riconducibili ai
fenomeni di erosione del suolo ed alla presenza nell' aria di
pollini e spore.
Non è
poi da trascurare la presenza dei prodotti dei decadimento del gas
radon (radon figli) che svolgono attività radioattiva con emissione
di particelle alfa, beta e radiazioni gamma.
Alle
polveri sopradescritte, che sono da considerare di origine primaria,
si aggiungono quelle secondarie prodotte da reazioni fitochimiche e
ossidative su precursori di origine antropica e naturale.
In
particolare al traffico stradale è da attribuire la maggior parte
delle sostanze nocive contenute nelle polveri sottili,quali
SO2,CO,NOx,Benzene,Idrocarburi plociclici aromatici,metalli pesanti
quali piombo,platino, palladio e rodio (questi ultimi tre rilasciati
dalle marmitte catalitiche a seguito di fenomeni di
microfratturazione).
E' da
tenere poi presente che, a parità di condizioni di manutenzione, il
motore diesel è molto più inquinante di un motore a benzina e un
veicolo non catalizzato emette fino a dieci volte di più di un mezzo
catalizzato e che un motore a due tempi è molto più inquinante di
uno quattro tempi.
Secondo l' Organizzazione Mondiale della Sanità il 50% dell'
inquinamento da polveri sottili è da attribuire al traffico urbano.
Questo
quanto ci dice l' Ing. Novelli..
Quindi
se l'inquinamento da polveri sottili e' dovuto al 50% dal traffico,
quale è l'altro elemento che fornisce l'altro 50% e quale è la
composizione del 50% dovuto al traffico urbano ?
GRAFICI
In
questo grafico tratto dall ' I.R.S.E. (Inventario Regionale delle
Sorgenti di Emissione in Aria e Ambiente) si evidenziano le cause
primarie delle emissioni totali regionali (in questo caso Toscana)
suddivise per macrosettori (%) e la colonna 4 le emissioni totali
regionali di Pm10.

N.B. i
dati sono del 2000 ma il testo di riferimento è freschissimo, del
2005.
In
inverno i valori di PM10 sono superiori a quelli estivi così come
aumentano con la nebbia e con l'assenza di vento.
Ecco
in ultima analisi quale è la incidenza delle singole fonti sulla
formazione del PM10
Dicembre 2005:
Incidenza delle singole fonti sulla formazione del PM10
-
Autovetture 4%
-
Diesel pesanti 10%
-
Diesel commerciali 39%
-
Riscaldamenti 47%</UL)
Traduciamo questo dato riferito alle vetture in numeri piu'
significativi:
Secondo "Il Mondo" (settimanale economico del corriere della Sera)
n° ½ del 13 Gennaio 2006 il parco circolante italiano è di
32.608.695 vetture, delle quali non catalitiche 7.500.000 pari al 23
%.
Questa
la situazione Italia ma la ripartizione delle vetture non
catalitiche ci da già una suddivisione tra Centro-Nord e Centro-Sud
(isole comprese)
Il
Centro-Nord presenta iscritte 3.300.000 vetture pari a circa il'10 %
del circolante Italia e del quale l'8 % sono vetture precedenti al
1990.
Il
Centro-Sud presenta quindi una maggior quota di 4.200.000 vetture
non cat.
Queste
cifre che sembrano ancora alte , come presenza di vetture non cat,
devono essere lette alla luce del ricambio naturale che si e' avuto
negli ultimi 5 anni.
La
media di immatricolazione di auto nuove dal 2000 al 2005 e' stata di
circa 2.000.000 di vetture l'anno, con un tasso di demolizione di
circa 350.000 vetture l'anno.
Certamente in queste 350.000 vetture abbiamo anche la presenza di
auto cat euro 1 dal 1993 al 1996 comunque il ricambio di quelle
vetture non cat che non rivestono un particolare interesse storico
od affettivo, procede con naturalezza, dopo la fine degli incentivi
statali.
Da
questo pero' per l'argomento PM10 risulta importante rilevare come
dal dato relativo al Centro-Nord, ove il problema del PM10 è più
sentito , se la causa delle polveri sottili è riconducibile ad una
percentuale del 4% per la circolazione delle vetture, questo si
riduce allo 0,4% per le vetture non catalitiche.
Infine
come enunciato nella prima parte in realta', qualunque auto a
benzina ante 1993, non catalitica, ha emissioni di PM10 molto
inferiori a quelle di qualunque auto diesel euro 1,2,3 .
Ciò
vuol dire che mentre un' auto a benzina non catalitica, ante 1993
emette 23 milligrammi/km, una vettura diesel euro 3 della stessa
cilindrata ne emette 48, quindi più del doppio.
Inoltre anche le recentissime euro 4 diesel, se prive del filtro
antiparticolato-non obbligatorio (purtroppo)- hanno comunque
emissioni di PM 10 superiori alle auto a benzina non catalitiche.
IL
CASO CITTA' DI BRESCIA
Brescia e' una delle piu' importanti città industriali d' Italia.
E' una
città dove anche la presenza extracomunitaria è importante per le
varie aziende che richiedono manovalanza.
La
prendiamo ad esempio in quanto proprio nel' Luglio di quest'anno e'
stato presentato "Famiglie ed Automobili", uno studio promosso dall'
Assessorato alla statistica in collaborazione con l' Assessorato
all' ambiente.
Una
analisi accurata, una delle prime in Italia, che vuole proporre
valutazioni diverse dal consueto su un tema molto dibattuto.
"Fino
al 2003 - spiega Marco Trentini, dell' unità di staff statistica, il
parco veicoli di Brescia Città comprendeva 122.694 automobili contro
le 669.813 della provincia.
Una
cifra che se considerata unitamente ai motocicli e ad altri mezzi,
come autobus o camion, supera le 156.000 unità".
Su
dato totale le auto effettivamente a disposizione della famiglie
sono circa 90.000 mentre quelle intestate ad imprese risultano oltre
33.000.
Fino a
che punto le vetture rispettano i parametri europei, le cosiddette
norme Euro 1,2,3 e 4 sulle emissioni ?
"Nel
caso dei cittadini Bresciani-prosegue Trentini- il 42% delle auto è
stato immatricolato non prima del 2000, il 36% tra il 1995 e il
1999, il 14% tra il 1990 ed il 1995. Solo l' 8% e' prima del 1990
pari a 9815 veicoli non catalitici .
La
situazione cambia per le famiglie di immigrati, che possiedono il 5%
del parco auto considerato ossia 6135 vetture.
In
questo caso le auto immatricolate dopo il 2000 sono solo il 7%
mentre quelle tra il 1990 ed il 1994 sono il 42%.
Un
dato non indifferente, il 17% riguarda quelle immatricolate prima
del 1990 pari a 1043 vetture.
Ne
consegue che al 31 dicembre 2003, le seguenti categorie :
pensionati, disoccupati,cassintegrati, gli appassionati di auto
storiche e nel momento presente, anche molti di coloro che vivono
con un solo reddito possedevano
Quali
i numeri degli altri mezzi di trasporto presenti :
Statisticamente un Italiano in attività percorre secondo la rivista
Quattroruote 12.000 Km l'anno se ha un'auto a benzina e 25.000 Km se
ha un diesel.
Ovviamente stiamo sempre parlando di valori medi.
Questi
dati si riducono di piu' del 50 % parlando di pensionati,
disoccupati, cassaintegrati e monoreddito.
Parlando in fine delle vetture di Interesse storico, iscritte a
club, registri di marca ecc. le ultime statistiche parlano di una
percorrenza media di 700 Km l'anno.
Conclusioni:
Se
dalle analisi fatte la responsabilita' delle polveri sottili dipende
per il 4% dalle emissioni delle automobili, inoltre la presenza
delle vetture non catalitiche antecedenti al 1990 e' mediamente del
10% nelle zone critiche, considerato che un consistente numero di
queste vetture percorre mediamente all'anno dai 700 ai 6000 Km ,
possiamo concludere che anche se bloccassimo la circolazione a
queste vetture la situazione gioverebbe assai poco all'ambiente.
Resta
da auspicare che iniziative come quelle disposte da Ottobre 2007
dalla Regione Lombardia, non diano adito ad emulazione da parte di
altre Regioni.
Se il
rinnovamento del parco circolante italiano è doveroso, questo deve
partire dai mezzi pubblici. Per le vetture sono auspicabili
iniziative programmatiche come la possibilità di sgravi contributivi
ogni 7 anni per la sostituzione della vettura, evitando rottamazioni
tampone.
Infine
abbiamo visto dove risiede una grossa parte del problema. Gli
impianti di riscaldamento e le centrali termiche produttrici di
energia.