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La
Fiat 126 è un'automobile
prodotta dalla
Fiat a partire dal
1973 e il cui ultimo esemplare, uscito dagli
stabilimenti
polacchi, è datato
2000, cioè 27 anni dopo.
Presentata al
Salone dell'automobile di Torino del
1972 era stata designata a sostituire
gradualmente la
Fiat 500, vero cavallo di battaglia della
casa automobilistica torinese. Della
progenitrice ricalcava la concezione generale con motore e trazione
posteriore inseriti in una nuova carrozzeria spigolosa a due volumi, al
passo con la moda del tempo inaugurata l'anno precedente con la
presentazione della
Fiat 127.
Il
motore di cui fu dotata la prima versione era
un bicilindrico da 594
cm3a raffreddato ad aria, simile a
quello di cui venne dotata anche l'ultima serie della 500, maggiorato
nella potenza (23
CV contro i 18 CV del propulsore installato
sulla 500R). Proponeva inoltre interni più spaziosi e più ospitali
grazie alla linea squadrata e ad un aumento delle dimensioni esterne,
portate a 3.107
mm di lunghezza, 1.377 mm di larghezza e 1.343
mm di altezza.
Il
cambio era finalmente a 4 marce sincronizzate.
Nella metà degli anni 70, videro la luce le 126
Personal e Personal 4 650 con paraurti in plastica e
modanature, (in sostituzione dei paraurti cromati in ferro) e nuovi
disegno dei cerchi (sempre però di 12 pollici, stile 500). E' da qui che
la 126 viene presa più in considerazione dalla massa, infatti migliorano
le prestazioni e il confort di marcia e l'affidabilità del motore, Nel
1976 videro la luce delle versioni meglio
rifinite e dotate (Black, Silver, Brown e Red)
dotate di un motore maggiorato a 652 cc da 24 cv . Esteticamente le
migliorie riguardarono l'adozione di fascioni paraurti laterali, nuovi
specchietti , interni in pelle sintetica , la novità delle luci
d'emergenza (le 4 frecce) e l'incorpamento nel nuovo disegno a triangolo
del gruppo ottico posteriore, della luce retromarcia.
La
produzione avveniva in
Italia e, dal
1975, anche negli stabilimenti della
consociata F.S.M.; questa autovettura rappresentò per i polacchi
quello che in Italia fu probabilmente la
Fiat 600, il primo esempio di motorizzazione
di massa. Qui nasce la nuova FIAT 126 FSM, le cui modifiche estetiche
sono evidenti: vengono adottati paraurti avvolgenti con l'integrazione
nel paraurti posteriore dei faretti retromarcia e fendinebbia, nuovo e
più snello disegno delle modanature. Gli interni vengono ridisegnati
completamente, con un più moderno cruscotto e i comandi più raggruppati,
nella corona del cruscotto stesso; il vano autoradio spostato in basso,
sotto i comandi del riscaldamento e nuovi e più massicci specchietti
retrovisori. La cilindrata rimane invariata di 652cc, al pari dei
ridotti consumi che consentono di percorrere, in media, 17 km con un
litro di carburante.
La 126 ha
dimostrato una grande attitudine all'uso urbano, per l'agilità nel
traffico, per la facilità di parcheggio e per il ridotto raggio di
sterzata.
Dal
momento che la casa madre decise di cessare la produzione in patria e
sostituire il modello con la
Fiat Cinquecento, gli sviluppi successivi
della 126 videro la luce negli stabilimenti polacchi della
FSM, dove nel
1987 debutta con stupore la Fiat 126 BIS,
rivoluzione della piccola vetturetta in cui salta subito agli occhi il
portellone posteriore. Infatti il motore con raffreddamento a liquido
viene ruotato in orizzontale (il cosiddetto motore a sogliola,
adottato già sulle
500 Giardiniera) e si ricava un piccolo
bagagliaio nello spazio lasciato libero dalla nuova configurazione
orizzontale del motore. Già nel 1985 era stata progettata una 126
"Giardiniera" che, però, si era fermata a livello di prototipo.
La
cilindrata sale a 704 cc, con potenza aumentata a 26CV e velocità
massima a 120 km/h (contro i 110 della FSM), viene introdotto il
radiatore, vengono adottati i cerchi da 13" (disegno classico delle 127
e 128) con
pneumatici 135/70R13 che danno alla 126 bis
una migliore stabilità mentre gli interni rimangono pressocchè uguali.
Il
consumo è 5.8 litri a 90 km/h e 4.4 litri a 100 km/h. Questi valori
variano con le stagione e/o la temperatura esterna e lo stato del
motore.
Questa nuova versione verrà esportata anche sui mercati dell'Europa
occidentale e dell'Australia.
L'ultima serie di Fiat 126 prodotte presentava un certo ritorno alle
origini; nel
1997 venne equipaggiata da un motore
raffreddato ad aria ma con iniezione elettronica e
marmitta catalitica.
La
produzione cessò definitivamente nel settembre del 2000 dopo che si
calcola ne siano stati prodotti circa 1.300.000 esemplari negli
stabilimenti italiani, circa 3.300.000 in quelli polacchi ed un numero
imprecisato dagli stabilimenti
jugoslavi della
Zastava dove veniva prodotta e
commercializzata su licenza come Zastava 126.
La
linea della 126 ispirò in maniera notevole anche la
SEAT che produsse la
SEAT 133, esteriormente molto simile al
modello Fiat ma con il cuore derivato dalla
Fiat 850 e dalla licenziata in Spagna
SEAT 850.
La
126 ispirò anche alcune versioni speciali, costruite in piccola serie da
altri carrozzieri tra cui si può menzionare: la 126 jungla Savio
sfortunata erede della
600 jungla e la 126 Moretti Minimax,
autovettura che ricorda in parte la
Mini Moke. |