Rottamazione gratuita
Finora capitava che per rottamare un'auto non
appetibile per i demolitori il proprietario dovesse pagare per il
"disturbo". Dal 1° gennaio del 2007 non sarà più così, grazie
all'entrata in vigore del decreto legislativo 149 del 23 febbraio 2006,
che attua la direttiva comunitaria 2000/53. In pratica, chi consegna la
macchina da demolire a un concessionario o a un centro autorizzato di
rottamazione non deve pagare nulla, indipendentemente dall'anno di
immatricolazione della vettura (finora l'operazione era gratuita
soltanto per le auto vendute dopo il 1° luglio 2002). Affinché il ritiro
della vettura da rottamare sia gratuito, devono essere rispettati i
seguenti requisiti:
1) l'auto
deve essere consegnata presso un impianto indicato dalla casa
costruttrice;
2) deve essere completa, cioè dotata degli elementi essenziali quali
motore, trasmissione, carrozzeria, centraline elettroniche e
catalizzatore;
3) deve essere esente da rifiuti aggiunti (ad esempio, quelli derivanti
da attività di giardinaggio o domestiche, ulteriori pneumatici
eccetera). Gli unici costi a carico del cliente sono quelli legati alla
cancellazione dell'auto al Pra (Pubblico registro automobilistico) e gli
eventuali costi di trasporto fino al demolitore o al rivenditore
autorizzato. Da notare che se il cliente acquista una vettura nuova o
usata in sostituzione di quella da rottamare, la Casa deve ritirare
gratuitamente una vettura a fine vita, indipendentemente dalla sua
marca. Per questo motivo il gruppo Fiat ha organizzato una rete di
centri raccolta e demolizione (sono già 125 e diventeranno 160 a fine
dicembre 2006) e altrettanto dovranno fare le altre Case
automobilistiche che operano in Italia. Insomma, ogni costruttore
diventa responsabile del corretto smaltimento di quanto ha prodotto. La
normativa prevede inoltre che le case costruttrici e gli importatori di
veicoli nuovi, insieme con gli altri operatori del settore, rispettino
gli obiettivi di riciclaggio e recupero dell'85% in peso entro il 2006 e
del 95% in peso entro il 2015. In Italia non sarà facile raggiungere
questi obiettivi per la difficoltà di smaltire il cosiddetto "fluff",
ossia il macinato di gomme, materiali sintetici e schiume che resta dopo
aver recuperato il grosso di metalli, vetri, plastiche eccetera.
Infatti, da gennaio sarà vietato mandare in discarica materiali con
elevato potere calorifico, quale è il "fluff", ma, al contrario di
quanto avviene in Francia e Germania, in Italia non esistono
termovalorizzatori dove questo materiale, derivato dal petrolio e quindi
buon combustibile, può essere bruciato senza emissioni pericolose e con
il recupero dell'energia in esso contenuta (entro il 2015 la direttiva
europea prevede che fino al 10% in peso dell'auto rottamata possa essere
recuperato bruciandolo, mentre oggi il limite è del 5%). |